Alla scoperta di Pietro Talada al teatro Bismantova l’11 dicembre

Alla scoperta di Pietro Talada: un pittore del quattrocento in Garfagnana.

Presentazione del libro di Normanna Albertini al teatro Bismantova
L’associazione “Ladri di idee”, al servizio dell’arte e dell’Appennino reggiano, organizza per domenica 11 dicembre, alle ore 16.30, al foyer del Teatro Bismantova, la presentazione del libro “Pietro da Talada – Un pittore del Quattrocento in Garfagnana” (Garfagnana editrice).
Saranno presenti gli autori: Normanna Albertini, Pier Dario Galassi e Umberto Bertolini, l’editore Andrea Giannasi (Garfagnana Editrice) e lo storico professor Giuseppe Giovanelli, che ha scoperto nuovi, interessanti documenti risalenti al 1400 sui collegamenti tra i due versanti del Crinale.
Intervisterà gli intervenuti la giornalista Giuliana Sciaboni. Le parole saranno arricchite da musica e canzoni di Giuseppe Pierazzi (cantante) e di Franco Vivarelli (chitarrista), dei “Pieroinforse”. Curerà le letture Francesca Carbognani. Verrà proiettato un video sulle opere e i colori del pittore e il fotografo Silvano Sala esporrà la mostra fotografica “I luoghi di Pietro da Talada”.
Al termine, rinfresco a base di dolci caserecci. Pietro da Talada è un pittore, dipinge madonne e viene dall’Emilia, dal minuscolo villaggio di Talada, che, con tutta la Garfagnana, fa parte del Ducato Estense della metà del Quattrocento. Siamo già in quella che Vasari chiamò “la seconda età” dell’arte, quella della Rinascenza, dopo la “prima età”, dove Giotto aveva ripreso l’immagine e lo spazio naturale. Eppure, Pietro prolunga quel passato nello stile “gotico internazionale”. Pietro dipinge tavole: di grandi dimensioni, col fondo oro.
Vergini col Bambino in armoniosa immobilità; i corpi delineati da dolci linee e colori intensi. Dipinge in Garfagnana – verrà poi identificato col Maestro di Borsigliana, autore del grandioso trittico – ma anche a Stazzema, dove lascia una Madonna Assunta.
Seguendo il suo percorso, nel libro ne incontriamo le opere, ma entriamo anche nella vita degli artisti, nel mondo dei colori e dei loro significati.
Nella storia viva dell’Appennino. Addentrarsi in quel lontano tempo immobile significa recuperare uno spazio, anche mentale, dove i luoghi rinviano alle attività degli uomini, alle tradizioni, alle usanze, alle micro storie che sono poi i tasselli anonimi della grande storia.

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“Pietro da Talada” martedì 19 luglio ai Martedi letterari a Casina

Doppia presentazione ai Martedì Letterari con gusto
Alle 21 alla Casa Cantoniera di Casina Normanna Albertini e Alberto Marchi ovvero Pietro da Talada e Arrigo Benedetti

Incrocia crinali e versanti, storie e storia, con la presentazione di due libri di autori ed epoche diverse, la serata del 19 luglio dei Martedì Letterari alla Casa Cantoniera di Casina organizzati come sempre dall’assessorato alla cultura con inizio alle ore 21.
Si sposta infatti tra Talada e la Garfagnana la castelnovese Normanna Albertini per ricostruire lo sfondo storico del suo Pietro dei Colori e dare alle stampe “Pietro da Talada. Un pittore del Quattrocento in Garfagnana”.
Sale da Lucca Alberto Marchi per presentare L’ostinazione laica ovvero l’esperienza giornalistica di Arrigo Benedetti, scrittore e giornalista lucchese con casa, famiglia e Resistenza a Gazzano (come racconta in Paura all’alba) dove è sepolto e dove tuttora vivono i parenti della moglie. Un crinale che univa e che unirà, affermava un interessante convegno che meriterebbe di essere ripreso, promosso qualche anno fa dall’allora assessore castelnovese Antonio Marginesi
Una storia che racconta i colori della vita e delle vite più umili quella che Normanna Albertini raccoglie nel suo Pietro da Talada. Mettendo a frutto le ricerche, sue e di altri studiosi, preparatorie al suo romanzo su Pietro dei Colori, Normanna Albertini ricostruisce davanti a noi la storia del Quattrocento sull’altro versante del crinale, ma leggendo troviamo spiegazione a tanti racconti della vita di un tempo che hanno accompagnato l’infanzia degli over 40. Che per il pubblico della Cantoniera farà rivivere con la sua solita verve e un paio di filmati.
Ne “L’ostinazione laica”, Alberto Marchi ci dà invece conto di una stagione di grande giornalismo e impegno civile, della personalità di Arrigo Benedetti fondatore di testate come L’Europeo e L’Espresso, del suo sguardo rivolto alla realtà dei fatti da offrire al lettore per una più consapevole maturazione del giudizio.
Al termine degustazione offerta da Albergo Ristorante Sara, Salumificio Bonini, Enoteca il Diana, Conad Casina.
In caso di pioggia la manifestazione si svolgerà al vicino Centro Culturale in via Marconi.

Pietro da Talada torna dopo 600 anni a Borsigliana

Il pittore del 1400 Pietro da Talada torna per la prima volta dopo 600 anni nella sua Borsigliana raccontando la sua storia e degustando i prodotti tipici del primo Slow Food Day.
Infatti sabato 18 giugno alle ore 18 nell’antica chiesetta del paese nei pressi di Piazza al Serchio si terrà la presentazione del saggio curato da Normanna Albertini edito dalla Garfagnana editrice. Parleranno del libro Umberto Bertolini, Normanna Albertini e Dino Magistrelli giornalista de La Nazione.
Le letture saranno curate dall’attrice Marina Coli. I saluti iniziali sono del sindaco di Piazza al Serchio Paolo Fantoni e del direttore editoriale della Garfagnana editrice Andrea Giannasi.
L’evento sarà occasione per unire la storia, l’arte e le tradizioni della Garfagnana ai suoi antichi e presenti sapori. Infatti la Condotta Garfagnana valle del Serchio festeggia nell’occasione il primo Slow Food Day unendosi ad altri 300 eventi in tutta Italia. E sarà proprio curata dal sodalizio locale, la degustazione finale con il responsabile della Condotta Alessio Pedri.
Pedri presenterà il pane di patate di Paolo Magazzini (presidio Slow Food) e la birra “La Petrognola” di Roberto Giannarelli.
L’evento è patronato dal Comune di Piazza al Serchio, dalla Garfagnana editrice, dalla Comunità Montana della Garfagnana, da Slow Food Garfagnana e Valle del Serchio, con la partecipazione del Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano si terrà proprio sotto lo splendido trittico dipinto dal maestro di Talada nella metà del 1400.

Note stampa per l’evento:
http://www.garfagnanaeditrice.it
http://www.slowfood.it/18giugno

In uscita il saggio di Normanna Albertini su Pietro da talada

Pietro da Talada

Pietro da Talada

E’ in uscita il primo libro della Garfagnana editrice. Si tratta di un saggio realizzato dalla studiosa  Normanna Albertini dal titolo: “Pietro da Talada: un pittore del 1400 in Garfagnana”.
“La vita descritta nel libro è quella che si svolge fuori dalla scena abituale a cui ci hanno educato i saperi “alti”; è quella “oltre il palco”.  È quella che fa rivivere l’Appennino com’era e invita a conoscerlo com’è: l’anonima, minuscola Borsigliana, per esempio, che nasconde l’incanto del trittico di Pietro, ma anche le vacche e le pecore di Talada oggi scomparse dal paesaggio.
Non un semplice testo sulle opere del Maestro di Borsigliana, dunque, ma uno studio particolareggiato su ciò che sta dietro, dentro e intorno a quelle opere.”
Garfagnana, alta valle del fiume Serchio. Borsigliana è, con la piccola villa di Vergnano il  “Comune Burciliani”. Più su, Rocca Soraggio è, invece, una fortezza la cui chiesa sorge su una roccia dinanzi a Villa Soraggio. In basso, un torrente; tutt’intorno rupi, strapiombi, foreste. Il periodo è la prima metà del Quattrocento. Pietro è un pittore, dipinge madonne  e viene dall’Emilia, dal minuscolo villaggio di Talada, che, con tutta la Garfagnana, fa parte del Ducato Estense. Siamo già in quella che Vasari chiamò “la seconda età” dell’arte, quella della Rinascenza, dopo la “prima età”, dove Giotto aveva ripreso l’immagine e lo spazio naturale. Eppure, Pietro prolunga quel passato nello stile “gotico internazionale”. Pietro dipinge tavole: di grandi dimensioni, col fondo oro. Vergini col Bambino in armoniosa immobilità; i corpi delineati da dolci linee e colori intensi. Dipinge in Garfagnana – verrà poi identificato col Maestro di Borsigliana, autore del grandioso trittico – ma anche a Stazzema, dove lascia una Madonna Assunta. Seguendo il suo percorso – grazie al spaiente lavoro di ricerca di Normanna Albertini – ne incontriamo le opere, ma entriamo anche nella vita degli artisti, nel mondo dei colori e dei loro significati. Nella storia viva dell’Appennino.
Addentrarsi in quel lontano tempo immobile significa recuperare uno spazio, anche mentale, dove i luoghi rinviano alle attività degli uomini, alle tradizioni, alle usanze, alle micro storie che sono poi i tasselli anonimi della grande storia.
“Pietro da Talada. Un pittore del Quattrocento in Garfagnana” deliena ogni aspetto legato al territorio e all’arte della pittura.
Per questo nel saggio sono presenti anche gli interventi di Mario Rocchi, Fratel Arturo Paoli, Andrea Giannasi, Umberto Bertolini, Perdario Galassi e Gianluca Farusi.
Questi affrontano la tradizione religiosa, la storia, le leggende popolari, la critica artistica e l’analisi tecnica scientifica delle tavole e dei trittici dipinti da Pietro da Talada.
Il libro è corredato da un inserto fotografico del trittico conservato nella chiesa di Borsigliana con immagini di Eugenio Casanovi e Antonella Bertolini.
PIETRO DA TALADA. UN PITTORE DEL QUATTROCENTO IN GARFAGNANA
di Normanna Albertini Garfagnana editrice (2011) pagg. 200 – euro 15,00

http://www.garfagnana-editrice.it
garfagnanaeditrice@yahoo.it

Nasce il progetto “Pietro da Talada”

Nasce a Lucca il progetto Pietro da Talada, grazie alla sinergia tra Prospettivaeditrice, Il Giornale di Castelnuovo di Garfagnana, Interrete, CivitaFilmCommission, Emro Video e enti del territorio che presto entreranno nell’iniziativa. Curatori sono Andrea Giannasi e Normanna Albertini, che con il romanzo “Pietro dei Colori” ha raccontato le vicende del periodo storico nel quale si può inserire il pittore Pietro da Talada. Un libro, una mostra, un video, con una promozione nazionale che partirà al Salone Internazionale del libro di Torino, sono i punti di forza del progetto.

Pietro da Talada

Il “maestro di Borsigliana” emerge dal buio dell’oblio nel 1963, quando Giuseppe Ardighi lo attesta  come autore del trittico visitabile nella chiesa di Santa Maria di Borsigliana (Piazza al Serchio), opera sino ad allora attribuita a Gentile da Fabriano o ad un pittore di scuola lombardo – valenzana, esponente del gotico internazionale. Talada viene invece riconosciuta come luogo di origine del pittore quando, in un inventario degli inizi del secolo, viene recuperata la precisa descrizione della Madonna del Bambino di Rocca di Soraggio (Sillano), dove compaiono il nome del committente (Joannes Calesbarius) e la firma dell’autore (Hoc opus f… fieri  Joannes  Calesblarius  de Soragio 1463. Et pictus fuit p. me Petrus de Talata).

Alcune ipotesi vedono il maestro di Borsigliana educato artisticamente in ambito reggiano, spartito tra montagna reggiana e Garfagnana, dove poi ha esercitato. Uno degli aspetti particolari della cultura del pittore è l’accuratezza con cui egli si prodiga nella rappresentazione dei particolari, difficilmente colti dall’osservatore, quindi eseguiti forse per compiacimento personale: le acconciature delle sue Madonne e i particolari degli abiti dei Bambinelli, che ne magnificano la bellezza.

Formano il corpus del pittore le seguenti opere:

Il trittico di Borsigliana “Madonna col Bambino tra i Santi Prospero e Nicola”, noto nella storia dell’arte toscana anche per un furto e un tentativo di esportazione illegale.

Pietro da Talada - Trittico di Borsigliana

Pietro da Talada - Trittico di Borsigliana

“Madonna col Bambino”, oggi a Lucca, nel museo nazionale di Villa Guinigi, proveniente dalla chiesa di Rocca di Soraggio.

Pietro da Talada - Madonna di Soraggio

Pietro da Talada - Madonna di Soraggio

“Madonna Assunta”, nella chiesa di Santa Maria Assunta di Stazzema (Lucca), uno pseudotrittico che si può ammirare sulla parete sinistra dell’altare maggiore, l’opera pittorica più importante della Versilia.

“Madonna col Bambino” della chiesa di Santa Maria di Capraia di Pieve Fosciana, dove Maria insegna a leggere a Gesù tenendo in mano un libro aperto sulla pagina del Magnificat, mentre il bambino unisce vocali e consonanti su una tavoletta di legno.

“Madonna col Bambino” appartenente ad una collezione privata a Firenze.

“Madonna col Bambino tra i santi Lorenzo e Giovanni Battista” nel santuario della Madonna del Soccorso, Corfino di Villacollemandina.

“San Giovanni Battista”, facente parte del trittico di Soraggio, acquisito dal museo nazionale di Lucca.

“I quattro santi” di Vitoio Camporgiano, resti di un polittico, rifilati ai margini e ricomposti in un’ancona lignea ai lati di una madonna cinquecentesca.

Le pitture di Pietro sono contrassegnate da stilemi tardo gotici che, ad una lettura superficiale, paiono fuori luogo, dato che già dal secondo decennio del Quattrocento si andava affermando il Rinascimento. Eppure, Pietro non è un’eccezione. Lo storico olandese Johan Huizinga (1872 – 1945) dimostra l’originalità e i caratteri creativi, non solo replicanti, dell’arte (e dell’architettura) gotica di quel periodo. Gentile da Fabriano, così simile a Pietro da Talada, non si limita alla reiterazione del gotico giottesco tradizionale, ma esprime una continua e originale ricerca. Stessa originalità che ritroviamo nelle tavole di Pietro. In quel periodo, inoltre, le piccole corti delle Marche fiorivano di scuole ed opere, in feconda relazione con Bologna e Ferrara (capitale del Ducato estense, di cui la Garfagnana era parte), Venezia e la Lombardia. Tanti maestri delle Marche, insieme ad altri provenienti dalla Spagna e dal Portogallo, operarono nella penisola. In Toscana, tra il 1411 e il 1434, lavorò Alvaro Pires de Évora, portoghese, interessato (come il maestro di Borsigliana) all’umanità e ai caratteri dei personaggi, oltre che alla cura per i dettagli. Anch’egli fa un uso abbondante di oro, azzurrite, rosso garanza (robbia).

Da Firenze partirono i grandi maestri del gotico internazionale: Gherardo Sternina – che ritroviamo in Spagna, a Valencia – e Dello Delli, nominato Cavaliere del re di Castiglia. In un’Italia suddivisa in 13 stati, per la prima volta, dopo molti secoli, non si registrano invasioni straniere. La relativa “pace” permette il fiorire delle arti. Sotto Nicolò III d’Este (1384-1441) Ferrara, capitale del Ducato che tagliava a metà la penisola e che comprendeva la Garfagnana, era diventata un grande centro culturale. Al concilio di Ferrara, nel 1438, il pittore “ufficiale” è Pisanello, al quale Gentile da Fabriano (prima attribuzione del trittico di Borsigliana) , morendo a Roma nel 1427, aveva lasciato gli strumenti da lavoro.

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